"Basta muri": il 9 novembre prima Giornata nazionale

A trent'anni dalla caduta del muro di Berlino, oggi i muri sono tanti e altissimi: i muri che separano popoli, terre, anime. La Tavola della pace insieme a numerose associazioni, gruppi, persone, scuole e Comuni ha dunque promosso per sabato 9 novembre la prima giornata nazionale di mobilitazione contro tutti i muri. 

08 Novembre 2019

A trent'anni dalla caduta del muro di Berlino, oggi i muri sono tanti e altissimi: i muri che separano popoli, terre, anime. La Tavola della pace insieme a numerose associazioni, gruppi, persone, scuole e Comuni ha dunque promosso per sabato 9 novembre la prima giornata nazionale di mobilitazione contro tutti i muri

«Trent’anni dopo la caduta del muro di Berlino, i muri sono dappertutto. Tra le persone, i quartieri, i paesi e i popoli. I più vergognosi separano i ricchi dai poveri - spiegano i promotori dell'iniziativa - I più impenetrabili si moltiplicano nelle menti e nei cuori. Sono muri diversi, visibili e invisibili. Ma la loro relazione è intima. Gli uni edificano e s’intrecciano con gli altri. Fino a diventare uno dei problemi più grandi dei nostri giorni».

Il 9 novembre in oltre cento città, scuole e istituzioni italiane ci saranno incontri, momenti di riflessione e dibattito, flash-mob, spettacoli teatrali e musicali. Ricordando che il Parlamento italiano ha proclamato il 9 novembre “Giornata della libertà” contro ogni oppressione e totalitarismo, numerosi Enti Locali stanno approvando una “Mozione contro i muri della vergogna”.

«L’ideologia dei muri che si va diffondendo - ha dichiarato Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della pace - è devastante. Ma la possiamo contrastare unendo le voci di quanti credono nei valori della libertà, della fraternità, della pace e dei diritti umani. Oggi più che mai, invece dei muri dobbiamo costruire fraternità, una fraternità universale, un modo realmente nuovo, moderno, di vedere, intendere e organizzare le relazioni tra le persone e i popoli, i rapporti con la natura, la società, l’economia».

«Alla fine della seconda guerra mondiale - prosegue Flavio Lotti -i muri erano 7. Trent’anni fa, nel 1989 erano diventati 16. Nei primi 10 anni dopo la fine della guerra fredda ne sono stati costruiti 14. Oggi gli studiosi dei muri ne hanno contati 77. I più vergognosi separano i ricchi dai poveri. I più impenetrabili si moltiplicano nelle menti e nei cuori. Per un certo tempo abbiamo pensato di vivere in una società aperta e oggi ci ritroviamo intrappolati in un immenso reticolato di muri e barriere di ogni tipo. Dobbiamo affrontare problemi che non conoscono confini, sfide complesse che richiedono la collaborazione tra tutti. Ma ci ritroviamo continuamente a sbattere contro muri insormontabili. Abbiamo sviluppato tecnologie che non conoscono barriere né confini e ci consentono di sfrecciare rapidamente in tutto il mondo ma siamo costretti a fare i conti con governi e persone che continuano a innalzare muri di ogni genere. E’ tempo di aprire gli occhi sulla realtà. La costruzione di un muro è sempre l’inizio di un’epoca buia».

«I muri non cadono da soli - continua Lotti  - Serve la pressione di tanti. Per questo il 9 novembre segnerà l’inizio di un impegno che continueremo ad alimentare giorno dopo giorno, di città in città, di scuola in scuola. Domenica 11 ottobre 2020, in occasione della prossima Marcia PerugiAssisi, ci incontreremo e illumineremo i risultati di tutti questi sforzi».

di Terra Nuova

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